Ma ci sei tu e non hai limiti

Il vento vacilla esaltato e porta
foglie sugli alberi del Parco,
l’erba è già intorno
alle mura del Castello, i barconi
di sabbia filano sul Naviglio Grande.
Irritante, scardinato, è un giorno
che torna dal gelo come un altro,
procede, vuole. Ma ci sei tu e non hai limiti:
violenta allora l’immobile morte
e prepara il nostro letto di vivi.
Salvatore Quasimodo

Il cuore mi scopri sotterraneo

Ora matura primizia del sole
la luce che destò d’intorno
d’alberi sofferte forme
e sospirar d’acque
che la notte confuse alle parole,
e sollevate l’ombre
si piegano alle siepi.

Inutile giorno,
mi togli da spazi sospesi,
(deserti spenti, abbandoni)
da quiete selve
avvinte da canapi d’oro
cui non muta senso
lo stormire dei venti
che d’impeto crolla,
né volgere di stelle.

Il cuore mi scopri sotterraneo,
che ha rose e lune a dondolo
e ali di bestie di rapina
e cattedrali da cui tenta
altezze di pianeti l’alba.

Ignoto mi svegli
a vita terrena.

Salvatore Quasimodo