La strada si riempì di pomodori

La strada
si riempì di pomodori,
mezzogiorno,
estate,
la luce
si divide
in due
metà
di un pomodoro,
scorre
per le strade
il succo.
In dicembre
senza pausa
il pomodoro,
invade
le cucine,
entra per i pranzi,
si siede
riposato
nelle credenze,
tra i bicchieri,
le matequilleras
la saliere azzurre.
Emana
una luce propria,
maestà benigna.
Dobbiamo, purtroppo,
assassinarlo:
affonda
il coltello
nella sua polpa vivente,
è una rossa
viscera,
un sole
fresco,
profondo,
inesauribile,
riempie le insalate
del Cile,
si sposa allegramente
con la chiara cipolla,
e per festeggiare
si lascia
cadere
l’olio,
figlio
essenziale dell’ulivo,
sui suoi emisferi socchiusi,
si aggiunge
il pepe
la sua fragranza,
il sale il suo magnetismo:
sono le nozze
del giorno
il prezzemolo
issa
la bandiera,
le patate
bollono vigorosamente,
l’arrosto
colpisce
con il suo aroma
la porta,
è ora!
andiamo!
e sopra
il tavolo, nel mezzo
dell’estate,
il pomodoro,
astro della terra,
stella
ricorrente
e feconda,
ci mostra
le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l’insigne pienezza
e l’abbondanza
senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine,
ci offre
il dono
del suo colore focoso
e la totalità della sua freschezza.

Pablo Neruda

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È una casa sì grande l’assenza che entrerai in essa attraverso i muri e appenderai i quadri nell’aria.

Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
che tu risvegli la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.

Non voglio che vacillino il tuo riso né i tuoi passi,
non voglio che muoia la mia eredità di gioia,
non bussare al mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.

È una casa sì grande l’assenza
che entrerai in essa attraverso i muri
e appenderai i quadri nell’aria.

È una casa sì trasparente l’assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò nuovamente.

Pablo Neruda

ed allora sei, sono e siamo, e per amore sarò, sarai, saremo

Forse non essere è esser senza che tu sia,

senza che tu vada tagliando il mezzogiorno

come un fiore azzurro, senza che tu cammini

più tardi per la nebbia e i mattoni,

senza quella luce che tu rechi in mano

che forse altri non vedran dorata,

che forse nessuno seppe che cresceva

come l’origine rossa della rosa,

senza che tu sia, infine, senza che venissi

brusca, eccitante, a conoscer la mia vita,

raffica di roseto, frumento del vento,

ed allora sono perché tu sei,

ed allora sei, sono e siamo,

e per amore sarò, sarai, saremo.

Pablo Neruda

Il_fullxfull

Allora sarà amore e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre
si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi”
in mezzo al mondo
e insieme al mondo,
piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire
quello che siamo
e non il ricordo
di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo
e chi sarà l’ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio
perché insieme è gioia…
Allora sarà amore
e non sarà stato vano
aspettarsi tanto.

Pablo Neruda

Amore-stessa-direzione