dentro il crepuscolo d’oro la bruna terra celando come una melodia

Io vidi dal ponte della nave
i colli di Spagna
svanire nel verde
dentro il crepuscolo d’oro la bruna terra celando
come una melodia:
di questa scena fanciulla sola
come una melodia
blu, su la riva dei colli ancora tremava una viola…
Illanguidiva la sera celeste sul mare;
pure i dorati silenzi ad ora ad ora dell’ale
varcaron lentamente in un azzurreggiare.
Lontani tinti dei vari colori
dei più lontani silenzi.
Ne la celeste sera varcaron gli uccelli d’oro, la nave
già cieca varcando battendo la tenebra
coi nostri naufraghi cuori
battendo la tenebra l’ale celeste sul mare.
Ma un giorno…

Dino Campana

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La strada si riempì di pomodori

La strada
si riempì di pomodori,
mezzogiorno,
estate,
la luce
si divide
in due
metà
di un pomodoro,
scorre
per le strade
il succo.
In dicembre
senza pausa
il pomodoro,
invade
le cucine,
entra per i pranzi,
si siede
riposato
nelle credenze,
tra i bicchieri,
le matequilleras
la saliere azzurre.
Emana
una luce propria,
maestà benigna.
Dobbiamo, purtroppo,
assassinarlo:
affonda
il coltello
nella sua polpa vivente,
è una rossa
viscera,
un sole
fresco,
profondo,
inesauribile,
riempie le insalate
del Cile,
si sposa allegramente
con la chiara cipolla,
e per festeggiare
si lascia
cadere
l’olio,
figlio
essenziale dell’ulivo,
sui suoi emisferi socchiusi,
si aggiunge
il pepe
la sua fragranza,
il sale il suo magnetismo:
sono le nozze
del giorno
il prezzemolo
issa
la bandiera,
le patate
bollono vigorosamente,
l’arrosto
colpisce
con il suo aroma
la porta,
è ora!
andiamo!
e sopra
il tavolo, nel mezzo
dell’estate,
il pomodoro,
astro della terra,
stella
ricorrente
e feconda,
ci mostra
le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l’insigne pienezza
e l’abbondanza
senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine,
ci offre
il dono
del suo colore focoso
e la totalità della sua freschezza.

Pablo Neruda

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assorbimi nella pelle, nel vivere

Mi piacerebbe essere il tuo pensiero,
l’inseparabile ombra che ti segue
– e se non come amante, come amica,
al sole, alla luna, alla luce di casa.
Vorrei essere il fiato del tuo respiro,
l’amore inquieto che ti avvince,
del tuo edificio colonnato e trave,
delle tue ferite odoroso unguento.
Tanto voglio essere tua, farti mio,
che io lascerei il mio spirito vuoto
perché tu lo riempia con la tua essenza.
Porta il mio profilo sul tuo sentiero,
ombra legata al tuo lieve vagare,
assorbimi nella pelle, nel vivere.
Francisco Álvarez
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Mentre ci sono farfalle, c’è estate

Mi piacerebbe sapere se la tua costanza,
la forza imperturbabile della tua gelosia,
l’ostinazione dei tuoi incantesimi,
è qualcosa di inamovibile e trascendente
che deve uscire, come la gramigna
coi suoi fusti minuscoli e fragili,
con la sua spiga aromatica e blindata.
Mi piacerebbe sapere se solamente
il tuo bacio è un fiore come molti altri
che appassisce quando gli insetti
smettono di visitarlo.
Mi piacerebbe sapere se è il contrario.
Che muoiono di tristezza le libellule
perché non trovano vita in nessun petalo.
Torniamo a ballare. È la tua risposta.
Mentre ci sono farfalle, c’è estate.

Me gustaría saber si tu constancia,
la fuerza imperturbable de tus celos,
la tozudez de tus encantamientos,
es algo inamovible y trascendente
que tiene que salir, como la grama
con sus tallos minúsculos y frágiles,
con su espiga aromática y blindada.
Me gustaría saber si solamente
tu beso es una flor como otras muchas
que se marchita cuando los insectos
dejan de visitarla.
Me gustaría saber si es lo contrario.
Que mueren de tristeza las libélulas
porque no encuentran vida en ningún pétalo.
Volvemos a bailar. Es tu respuesta.
Mientras hay mariposas, hay verano.


Alonso Cordel
travel viaggi

il tuo saluto, la sera

Il tuo saluto, la sera,
gli occhi nell’ombra –
dall’ombra, e taci,
mi guardi, un minuto? –
ferma ogni vena nel mondo,
tacito aduni
gli addii della sorte,
la sera, con gli occhi
nell’ombra, ardi?
O piangi, ma forte
ma forte un minuto nel cuore
ogni vena mi ferma
il tuo saluto, la sera.
Sibilla Aleramo
Sunset_Summer

che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro. Mai.

Non innamorarti di una donna che legge, di una donna che sente troppo, di una donna che scrive…
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa, che sa di sapere e che, inoltre, è capace di volare, di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro.
Mai.
Martha Rivera Garrido

 

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