Lascia che io ti aiuti, poiché da te mi viene tanto bene!

Stringiti a me, abbandonati a me, sicura. Io non ti mancherò e tu non mi mancherai. Troveremo, troveremo la verità segreta su cui il nostro amore potrà riposare per sempre, immutabile. Non ti chiudere a me, non soffrire sola, non nascondermi il tuo tormento! Parlami, quando il cuore ti si gonfia di pena. Lasciami sperare che io potrei consolarti. Nulla sia taciuto fra noi e nulla sia celato. Oso ricordarti un patto che tu medesima hai posto. Parlami e ti risponderò sempre senza mentire. Lascia che io ti aiuti, poiché da te mi viene tanto bene!
Gabriele D’Annunzio – Il Fuoco
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…sei come la Pioggia…

“Mi hai chiesto di scriverti una lettera… Ed io ti scrivo.
Me l’hai chiesto in un giorno di Pioggia, in uno di quei giorni che sono nostri anche e solo per il fatto che Piove. Tu per me sei Pioggia… ma questo già lo sai.
Me lo hai chiesto dal nulla. Io ero alla finestra e stavo dipingendo. Tu eri a letto… e mi guardavi. Lo fai spesso, mentre dipingo. Mi ripeti sempre che mi trovi ancora più bello quando sono preso dai miei pensieri, dalla mia arte, dal mio mondo di colori. Mi dici che sono ancor più me stesso quando sono Altrove. E che ti piace rubare la mia immagine quando i miei occhi non si perdono nei tuoi.
Avrei voluto rapirti fin dal primo istante. Avrei dovuto farlo mesi fa… e non ci sono ancora riuscito.
In questo ho fallito. O forse, abbiamo fallito tutt’e due.
“Non parlare di me come se fossi passato. Lo fai anche quando parliamo del futuro…” mi dici spesso.
Hai ragione.
Perdonami… Hai ragione. Non lo faccio apposta. Mi viene spontaneo. Parlo di te come se fossi un ricordo. Forse perché di ogni momento vissuto e condiviso ne faccio subito un ricordo prezioso. È come se, nel momento stesso in cui io ti vivo, penso – nello stesso identico istante – che è talmente bello che me lo voglio ricordare, che me lo devo ricordare…
Domani e sempre.
Allora quasi mi concentro… per non perdere nulla di te… Per non perderti.
Io non voglio perderti. Io non voglio che tu sia solo un ricordo.

Ti ho conosciuto che eri l’ultima Pioggia d’estate. Improvvisa e fresca.
Ti ricordi?
Avrei voluto baciarti ma mi è mancato il coraggio. Non per la paura di un rifiuto… No, quello no… Ma perché era già tanto, era già abbastanza avere la tua mano…
Se ti avessi baciato, il mio cuore sarebbe scoppiato. Se ti avessi baciato, ci sarebbero state le tue labbra, il tuo viso vicino al mio, il tuo profumo, la tua pelle da accarezzare, l’umido della tua saliva, il tuo sapore, i tuoi capelli… Sarebbe stato troppo. Troppo tutto insieme. Troppo per non perdersi…
Mi sono perso comunque.
Già..
Sorridi sempre quando, guardandoti, ti dico che mi sono perso.
Mi dici che ancora t’imbarazzo… con le mie parole. Mi dici che le mie parole sono come carezze. Carezze intime. Carezze che danno calore. Che ti portano via.
Non sono un poeta. Lo sono diventato conoscendoti… Lo sono diventato quando mi sono reso conto che tutte le parole del vocabolario non potevano bastare a descriverti.
Sei come la pioggia.
Lo sei quando ti guardo dormire, al mio fianco.
Lo sei quando ti guardo andare via e quando ti aspetto.
Lo sei quando ti togli maschere e trucco e sei semplicemente te stessa.
Lo sei quando ridiamo e parliamo e condividiamo dubbi, paure, domande…
Sei come la pioggia…
E, quando facciamo l’amore, te lo ripeto all’infinito. Forse perché non riesco ad usare altre parole. Forse perché non posso, per ora, usare altre parole. Forse perché le parole che usano tutti gli altri sono troppo scontate per noi.
Sei la mia pioggia.
Sei la Pioggia d’estate. Che rinfresca e rigenera. Sei il temporale d’autunno. Lungo ed intenso. Sei la pioggerellina d’inverno. Che regala la neve. Sei la Primavera in gocce. Che si posa sui ciliegi in fiore. Sei liquida. E mi scivoli addosso. E scorri sopra e dentro di me. Sei un colore che non ho. Sei qualcosa che non saprei dipingere. Sei l’arte che non potrò mai afferrare. Sei il desiderio che non sapevo di desiderare.
Oggi piove.
Ed io ti scrivo.
E mi sento un ragazzino che diventa uomo, mentre ti scrivo.
E mi sento che i miei ventiquattro anni sono solo un ricordo.
Ed io ti scrivo.
…sei come la Pioggia…”
Letizia Cherubino
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il tutto e il nulla si toccano agli estremi di qualcosa che è impossibile dimenticare o trattenere

Alla fine dei giochi non cambierei niente, nemmeno gli arrivi derisi o le false partenze.
Perché sei la prima donna ad essere arrivata sul mio pianeta senza farmi le carte per scoprire il mio segno, nel tempo intatto delle due costellazioni dei tuoi occhi.
Tu, il mio pianeta privato dove rifugiarsi ad attendere l’alba.
Ti ho amato dal primo sguardo senza tradirlo mai, neppure da lontano, nemmeno in altri occhi.
Perché il mio sguardo è tuo e tu non sei mai così bella come quando guardi me.
Perché tu hai dato alla mia vita quell’incanto inatteso, imprevisto, stellare, che ti sposta per sempre il posto al cuore, quel significato profondo che non si può pretendere e che posso definire solo estasi.
Tu mi hai riscritto i sogni e popolato l’anima di meraviglia.
Se non ti avessi mai vista non avrei questi occhi, se non ti avessi incontrata non sarei me. Anche se sei nata dopo di me devi aver aperto gli occhi al cielo qualche istante prima, per farmi strada nel tuo cuore, filo d’erba al vento dei miei pensieri.
Per questo anche fuggendo via mi sono sempre ritrovato sulla rotta del tuo cuore.
E se fosse a domani o a mai più non importa, il tutto e il nulla si toccano agli estremi di qualcosa che è impossibile dimenticare o trattenere.
E per quanto cercheremo di estirparla, di devitalizzarla per renderla innocua è qualcosa che semplicemente esiste e continuerà ad esistere perché toglie i lucchetti alla ragione.
Qualcosa che più semplicemente è.
Massimo Bisotti – La luna blu

Non so perché lo amassi al punto di voler morire della sua morte

L’amore insensato che provo per lui rimane per me un insondabile mistero.
Non so perché lo amassi al punto di voler morire della sua morte.
Ero lontana da lui da dieci anni quando è successo e pensavo a lui solo di rado.
Come se lo amassi per sempre e niente di nuovo potesse succedere a questo amore.
Avevo dimenticato la morte

Marguerite Duras

Perché le anime sono destinate a trovarsi, prima o poi.

Non so esattamente cosa spinga due persone a legarsi. Forse la sintonia, forse le risate, forse le parole. Probabilmente,l’incominciare a condividere qualcosa in più, a parlare un po’ di se, a scoprire pian piano quel che il cuore cela. Imparare a volersi bene, ad accettarsi per i difetti, i pregi, per le arrabbiature e le battute. O forse accade perché doveva accadere. Perché le anime sono destinate a trovarsi, prima o poi.
Stefania Carannante

Avevano anche fatto l’amore da lontano

Avevano anche fatto l’amore da lontano, più di una volta. Senza dirselo, si erano ritrovati a sudare, a piegarsi in mezzo a un parco, su un autobus. Il pensiero era così forte, erano braccia che aprivano le costole. Come se l’altro stesse cercando il tuo cuore dal lato opposto della città, attraverso muri di macchine e di cemento.

Margaret Mazzantini – Nessuno si salva da solo