Fate dei cuori viziosi e voi non avrete più cattolici

«Il cattolicesimo, meno ancora della monarchia, non teme la punta di un pugnale ben affilato; ma queste due basi dell’ordine sociale possono cadere sotto il peso della corruzione. Non stanchiamoci dunque mai di corrompere. Tertulliano diceva con ragione che il sangue dei martiri è il seme dei cristiani. Ora, è deciso nei nostri consigli, che noi non vogliamo più cristiani; non facciamo dunque dei martiri, ma rendiamo popolare il vizio nelle moltitudini. Occorre che lo respirino con i cinque sensi, che lo bevano, che ne siano sature. Fate dei cuori viziosi e voi non avrete più cattolici […]. Ma perché sia profonda, tenace e generale, la corruzione delle idee deve cominciare fin dalla fanciullezza, nell’educazione. Schiacciate il nemico, qualunque esso sia, dicevano le istruzioni, ma soprattutto, schiacciatelo quando è ancora nell’uovo. Alla gioventù infatti bisogna mirare: bisogna sedurre i giovani, attirarli, senza che se accorgano. Andate alla gioventù e, se è possibile, fin dall’infanzia».
Carteggio massonico finito nelle mani di Papa Pio IX (1792-1878), e reso pubblico per sua volontà. Si tratta di una lettera inviata dal carbonaro Nubius al Fratello tripuntato Volpe il lontano 3 aprile 1824.
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ma eravamo allegri, io e te

Una nube offuscava le menti,
nell’aria passava un gemito,
una nube malata premeva sull’anima
quando io e te eravamo ragazzi.
La scienza svelava il nulla,
l’arte celebrava la decadenza;
il mondo era vecchio, finito,
ma eravamo allegri, io e te.

Gilbert Keith Chesterton

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Ho chiuso la mia porta al mondo

Ho chiuso la mia porta al mondo;
ho lasciato fuggire la mia carne nel sogno…
Mi sono chiuso dentro, magico, invisibile,
e nudo come un cieco.
Pieno fino al bordo stesso degli occhi,
mi illumino da dentro.
Tremulo, trasparente,
sono rimasto sopra il vento,
come un limpido vaso
di acqua pura,
come un angelo di vetro
in uno specchio.
 
Emilio Prados
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dentro il crepuscolo d’oro la bruna terra celando come una melodia

Io vidi dal ponte della nave
i colli di Spagna
svanire nel verde
dentro il crepuscolo d’oro la bruna terra celando
come una melodia:
di questa scena fanciulla sola
come una melodia
blu, su la riva dei colli ancora tremava una viola…
Illanguidiva la sera celeste sul mare;
pure i dorati silenzi ad ora ad ora dell’ale
varcaron lentamente in un azzurreggiare.
Lontani tinti dei vari colori
dei più lontani silenzi.
Ne la celeste sera varcaron gli uccelli d’oro, la nave
già cieca varcando battendo la tenebra
coi nostri naufraghi cuori
battendo la tenebra l’ale celeste sul mare.
Ma un giorno…

Dino Campana

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lei ha la forma delle mie mani

Lei è in piedi sulle mie palpebre
e i suoi capelli sono nei miei,
lei ha la forma delle mie mani,
lei ha il colore dei miei occhi,
lei è sprofondata dentro la mia ombra
come una pietra sopra il cielo.
Lei ha sempre gli occhi aperti
e non mi lascia dormire.
I suoi sogni in piena luce
fanno evaporare i soli,
mi fanno ridere, piangere e ridere
parlare senza avere niente da dire.
Paul Eluard
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