Taci, anima stanca di godere e di soffrire

Taci,
anima stanca di godere e di soffrire
(all’uno e all’altro vai rassegnata).
Nessuna voce tua odo se ascolto:
non di rimpianto per la miserabile giovinezza,
non d’ira o di speranza,
e neppure di tedio.
Giaci come il corpo, ammutolita,
tutta piena d’una rassegnazione disperata.
Non ci stupiremmo,
non è vero, mia anima,
se il cuore si fermasse,
sospeso se ci fosse il fiato.
Invece camminiamo,
camminiamo io e te come sonnambuli.
E gli alberi son alberi,
le case sono case,
le donne che passano son donne,
e tutto è quello che è,
soltanto quel che è.
La vicenda di gioia e di dolore non ci tocca.
Perduto ha la voce la sirena del mondo,
e il mondo è un grande deserto.
Nel deserto io guardo con asciutti occhi me stesso.

Camillo Sbarbaro

http://tiziana-laterradimezzo.blogspot.it/

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